AGLI
ORGANISTI E MUSICISTI DI CHIESA:
LETTERA APERTA

Da diverso tempo il problema delle condizioni di degrado e di grave crisi in cui versa lo stato della musica per la liturgia in Italia preoccupa un gran numero di fedeli che denunziano una mancanza di decoro che si accompagna ad un generale senso di svalutazione dell'intera liturgia stessa.

L'AIOC esiste dal 1994 per tentare di comporre le forze operanti nel settore e con lo scopo principale di creare un fronte comune di dialogo con la CEI affinchè il ruolo dei musicisti di chiesa venga ufficialmente riconosciuto dal punto di vista giuridico e ministeriale ed anche economico.

Le principali difficoltà incontrate sino ad ora derivano da un lato da una diffusa anti-cultura musicale del nostro Paese, che si è inevitabilmente riflessa anche nella Chiesa, e dall'altro (duole affermarlo) alle profonde divisioni dei musicisti di chiesa ed in specie degli organisti.

Si è altresì rilevato che il grande mondo dei musicisti "dilettanti", pur svolgendo un fondamentale servizio liturgico con dedizione ed abnegazione ammirevoli, spesso ha dimostrato un atteggiamento passivo e scarsamente partecipe ai tentativi di rinnovamento.

In ogni caso, la maggior parte di coloro che operano come musicisti di chiesa, professionisti e dilettanti, registra quotidianamente le oggettive difficoltà esistenti nei rapporti con il clero e con le comunità parrocchiali, tantochè appare talvolta che la musica sacra sia malsopportata e che l'organista non sia un validissimo e necessario supporto per una liturgia decorosa e partecipata, bensì un lusso inutile!

La Chiesa Cattolica Italiana ci considera troppo spesso alla stregua di un mero elemento decorativo rifiutando di fatto di riconoscere le competenze professionali acquisite con anni di studio.

Mi permetto quindi di chiederLe se, nell'ambito delle Sue competenze, potesse partecipare al nostro sforzo di fare qualcosa per il bene comune del mondo organistico italiano, anche tramite la sola adesione all'AIOC.

Il successo delle nostre trattative con la CEI dipende dal concreto appoggio associativo di tutti, anche del Suo: solo un'associazione forte e compatta, con grande rappresentatività, ha speranza di ottenere risultati concreti.

Anche in caso di diniego, ci sarebbe estremamente utile conoscere i motivi che La trattengono dal presentare la domanda associativa: ci scriva!

Riporto, infine, qui in calce alcuni "stimoli" del m¡ Mauro Pappagallo e, nell'attesa, La ringrazio per la cortese attenzione che presterà a questa mia e La saluto cordialmente augurandoLe buon Natale e un ottimo nuovo anno.

M.o Paolo Bottini, segretario AIOC

Cremona, 23 dicembre 2006

N.B. : i requisiti per diventare soci AIOC sono elencati nello Statuto

* * *

 

21 MARZO, BENEDETTO SIA QUEL GIORNO
di Mauro Pappagallo

Quante coincidenze in quel fatidico giorno e solo per caso ?!

Ovvero, la rinascita della Primavera, la Giornata Mondiale della Poesia, la Giornata Organistica Italiana, la nascita di J.S.Bach e infine la provvidenziale Festa di S. Benedetto come speranza per noi di rinascita della Musica.

Papa Benedetto XVI, guida di grandi e lungimiranti vedute, noncurante di certe stanche abitudini curiali e del quotidiano bombardamento dei mass media, ha indicato alla barca musicale italiana con chiarezza e coraggio la rotta da seguire per raggiungere i mari pescosi dei grandi ed eterni valori assoluti.

Questo giorno di profondo significato simbolico, rappresenta quindi anche un momento di riflessione e di comune azione per quella rinascita della musica classica, della quale quella sacra è la più fulgida perla, da molte parti oggi auspicata.

La situazione musicale italiana impone a tutti una drammatica riflessione: come vincere l'imperante indifferenza nei riguardi della musica e dei musicisti ? Perchè gli appelli lanciati da molti Sommi Pontefici e da grandi personalità della musica e della cultura per la triste condizione della musica sacra sono caduti nel vuoto e nell'indifferenza più totale ?

QUESTE ILLUSTRI VOCI HANNO FINORA GRIDATO PURTROPPO DA SOLE NEL DESERTO. MAI ESSERE SOLI IN UN DESERTO !

L'AIOC vuole infatti essere un'oasi in questo deserto musicale.

E' quindi il momento opportuno per sviluppare questa oasi di pace e per trasformare il deserto in un giardino dove la musica potrà rifiorire portando gioia e felicità.

Con tutta la forza dei maestosi organi delle nostre Chiese, diffondiamo il nostro entusiasmo accorato e dilagante, conquistando la gente con la nostra passione.

Pertanto risulta oggi più che mai necessaria una strategia musicale coinvolgente su più fronti in cui tutti i musicisti di ogni categoria siano alleati per un fine comune: i solisti, i cantanti, gli strumentisti, i cori, le orchestre perchè tutti si trovano nelle medesime condizioni.

Sosteniamo quindi:

1) la GIORNATA ORGANISTICA ITALIANA del 21 marzo di ogni anno, dove confluiranno tutte le iniziative che seguono. Nel nome di BACH dobbiamo mobilitare il maggior numero di realtà d'Italia (chiese, teatri, auditorium) con svariatissime manifestazioni di grande partecipazione popolare per una MOBILITAZIONE GENERALE E SOLIDALE DEI MUSICISTI. Ed in primis, noi organisti uniti dobbiamo dare il LA per una reazione spontanea nazionale delle persone di buona volontà per far rinascere la cultura musicale;

2) il TURISMO ORGANISTICO ITALIANO: continueranno le VISITE GUIDATE per far scoprire alla gente il fascino di quella meravigliosa macchina creata per fare la più fantastica musica del mondo. Portiamo la gente attorno ai nostri strumenti; resteranno meravigliati e sorpresi di non averlo fatto prima;

3) l'ORGANO NELLA SCUOLE, così saranno i ragazzi i futuri amici dell'organo e della musica;

4) un DISEGNO DI LEGGE per gli organisti chiedendo la partecipazione dello Stato per la divulgazione, la tutela e l'adeguata valorizzazione degli organi storici e moderni quali Beni Culturali;

5) una campagna pubblicitaria presso la STAMPA e le RETI RADIOTELEVISIVE per dare adeguata risonanza alle nostre manifestazioni: a volte ci si accorge di ci˜ che accade accanto a casa propria solo grazie ai mezzi di comunicazione di massa; Sarà opportuno, poi, chiedere l'aiuto ed il sostegno degli ORGANISTI EUROPEI che certamente diventeranno solidali con noi sposando in tutta Europa la nostra stessa causa: storico sarà il momento in cui tutti in Italia si comprenderanno i grandi capolavori della MUSICA SACRA.

E' QUESTO IL MOMENTO GIUSTO PER TRACCIARE UN SOLCO PIU' PROFONDO SULLA STRADA DEL NOSTRO FUTURO.


* * *

vai alla homepage dell'AIOC -

Associazione Italiana Organisti di Chiesa