ASSOCIAZIONE ITALIANA ORGANISTI DI CHIESA
via Milazzo, 37 - 26100 CREMONA
M.° Comm. Giancarlo Parodi, presidente
M° Paolo Bottini, segretario
conto corrente postale n. 10485423
sito internet http://www.organisti.it
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GIOVANNI PAOLO II
E LA
MUSICA SACRA

 

CHIROGRAFO
DEL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II
PER IL CENTENARIO DEL MOTU PROPRIO "TRA LE SOLLECITUDINI" SULLA MUSICA SACRA
22 novembre 2003

5. "Non vi può essere musica destinata alla celebrazione dei sacri riti che non sia prima «vera arte», capace di avere quell'efficacia «che la Chiesa intende ottenere accogliendo nella sua liturgia l'arte dei suoni» (Tra le sollecitudini, n. 2)

E tuttavia tale qualità da sola non basta. La musica liturgica deve infatti rispondere a suoi specifici requisiti: la piena aderenza ai testi che presenta, la consonanza con il tempo e il momento liturgico a cui è destinata, l'adeguata corrispondenza ai gesti che il rito propone. I vari momenti liturgici esigono, infatti, una propria espressione musicale, atta di volta in volta a far emergere la natura propria di un determinato rito, ora proclamando le meraviglie di Dio, ora manifestando sentimenti di lode, di supplica o anche di mestizia per l'esperienza dell'umano dolore, un' esperienza tuttavia che la fede apre alla prospettiva della speranza cristiana.

6. Canto e musica richiesti dalla riforma liturgica - è bene sottolinearlo - devono rispondere anche a legittime esigenze di adattamento e di inculturazione. E chiaro, tuttavia, che ogni innovazione in questa delicata materia deve rispettare peculiari criteri, quali la ricerca di espressioni musicali che rispondano al necessario coinvolgi- mento dell'intera assemblea nella celebrazione e che evitino, allo stesso tempo, qualsiasi cedimento alla leggerezza e alla superficialità. Sono altresì da evitare, in linea di massima, quelle forme di "inculturazione" di segno elitario, che introducono nella Liturgia composizioni antiche o contemporanee che sono forse di valore artistico, ma che indulgono ad un linguaggio ai più incomprensibile".

8. "... L'Istruzione Musicam sacram precisa il compito ministeriale della schola: «È degno di particolare attenzione, per il servizio liturgico che svolge, il coro o cappella musicale o schola cantorum. In seguito alle norme conciliari riguardanti la riforma liturgica, il suo compito è divenuto di ancor maggiore rilievo e importanza: deve, infatti, attendere all'esecuzione esatta delle parti sue proprie, secondo i vari generi di canti, e favorire la partecipazione attiva dei fedeli nel canto. Pertanto [...] si abbia e si promuova con cura specialmente nelle cattedrali e altre chiese maggiori, nei seminari e negli studentati religiosi, un coro o una cappella musicale o una schola cantorum» (Istr. Musicam sacram [1967], n. 19). Il compito della schola non è venuto meno: essa infatti svolge nell'assemblea il ruolo di guida e di sostegno e, in certi momenti della Liturgia, ha un proprio ruolo specifico.

Dal buon coordinamento di tutti - il sacerdote celebrante e il diacono, gli accoliti, i ministranti, i lettori, il salmista, la schola cantorum, i musicisti, il cantore, l'assemblea - scaturisce quel giusto clima spirituale che rende il momento liturgico veramente intenso, partecipato e fruttuoso. L'aspetto musicale delle celebrazioni liturgiche, quindi, non può essere lasciato né all'improvvisazione, né all'arbitrio dei singoli, ma deve essere affidato ad una bene concertata direzione nel rispetto delle norme e delle competenze, quale significativo frutto di un 'adeguata formazione liturgica."

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LETTERA ENCICLICA "ECCLESIA DE EUCHARISTIA"
DEL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE E A TUTTI I FEDELI LAICI SULL'EUCARISTIA NEL SUO RAPPORTO CON LA CHIESA

«Avendo la Chiesa sempre riconosciuto e favorito il progresso delle arti, non deve stupire che, oltre al canto gregoriano e alla polifonia, essa ammetta nelle celebrazioni anche la musica più moderna purché rispettosa sia dello spirito liturgico che dei veri valori dell'arte. E perciò consentito alle Chiese nelle varie nazioni di valorizzare, nelle composizioni finalizzate al culto, «quelle forme particolari che costituiscono in certo modo il carattere specifico della musica loro propria» (Tra le sollecitudini, n. 2). Nella linea del mio santo Predecessore e di quanto stabilito più di recente dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium (cf. n. 119), anch'io, nell'Enciclica Ecclesia de Eucharistia, ho inteso fare spazio ai nuovi apporti musicali menzionando, accanto alle ispirate melodie gregoriane, «i tanti e spesso grandi autori che si sono cimentati con i testi liturgici della Santa Messa» (Ecclesia de Eucharistia, n. 49).

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LETTERA APOSTOLICA "MANE NOBISCUM DOMINE"
DEL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II
ALL'EPISCOPATO, AL CLERO E AI FEDELI PER L'ANNO DELL'EUCARISTIA (ottobre 2004-ottobre 2005)

«Bisogna che la Santa Messa sia posta al centro della vita cristiana, e che in ogni comunità si faccia di tutto per celebrarla decorosamente, secondo le norme stabilite, con la partecipazione del popolo, avvalendosi dei diversi ministri nell'esercizio dei compiti per essi previsti, e con una seria attenzione anche all'aspetto di sacralità che deve caratterizzare il canto e la musica liturgica.» (n.17)

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GIOVANNI PAOLO II
OMELIA ALLA ASSOCIAZIONE ITALIANA SANTA CECILIA
Roma, 21 settembre 1980

«Non si insisterà mai abbastanza sulla importanza culturale, formativa, sociale e spirituale della musica sacra; le iniziative e gli sforzi che, a tutti i livelli, saranno compiuti in questo campo, meriteranno il sincero plauso della Sede Apostolica, dei Vescovi, dei fedeli tutti, desiderosi di rendere a Dio un culto non indegno nè indecoroso della sua infinita maestà. La Chiesa ha dichiarato quali sono i generi musicali che con eccellenza posseggono la predisposizione artistica e spirituale consona al Divino Mistero: sono il canto gregoriano e la musica sacra. In un periodo in cui si  diffuso l'apprezzamento e il gusto per il canto gregoriano, la cui eccellenza  universalmente riconosciuta, occorre che sia rimesso in onore e praticato. »

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«CANTATE INNI CON ARTE»
Giovanni Paolo II: "ritorni sempre più nella liturgia la bellezza della musica e del canto"

 

GIOVANNI PAOLO II
LETTERA AGLI ARTISTI (1999)
A quanti con appassionata dedizione cercano nuove « epifanie » della bellezza per farne dono al mondo nella creazione artistica:

« 12. Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la Chiesa ha bisogno dell'arte. Essa deve, infatti, rendere percepibile e, anzi, per quanto possibile, affascinante il mondo dello spirito, dell'invisibile, di Dio. Deve dunque trasferire in formule significative ciò che è in se stesso ineffabile.. Ora, l'arte ha una capacità tutta sua di cogliere l'uno o l'altro aspetto del messaggio traducendolo in colori, forme, suoni che assecondano l'intuizione di chi guarda o ascolta. E questo senza privare il messaggio stesso del suo valore trascendente e del suo alone di mistero. [...]

La Chiesa ha bisogno... dei musicisti. Quante composizioni sacre sono state elaborate nel corso dei secoli da persone profondamente imbevute del senso del mistero! Innumerevoli credenti hanno alimentato la loro fede alle melodie sbocciate dal cuore di altri credenti e divenute parte della liturgia o almeno aiuto validissimo al suo decoroso svolgimento. Nel canto la fede si sperimenta come esuberanza di gioia, di amore, di fiduciosa attesa dell'intervento salvifico di Dio.»

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GIOVANNI PAOLO II sulla PARTECIPAZIONE ATTIVA ALLA LITURGIA
Discorso rivolto il 9 ottobre 1998 ai Vescovi di Washington, dell'Oregon, dell'Idaho, del Montana e dell'Alaska in visita «ad limina»

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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO INTERNAZIONALE "UNIV 2005"
19 marzo 2005

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LETTERA APOSTOLICA SPIRITUS ET SPONSA
DEL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II
NEL XL ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE "SACROSANCTUM CONCILIUM" SULLA SACRA LITURGIA
4 dicembre 2003

n.4: «A proposito poi delle diverse realtà implicate nella celebrazione liturgica, un'attenzione speciale la Costituzione presta all'importanza della musica sacra. Il Concilio la esalta indicandone quale fine "la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli". In effetti, la musica sacra è un mezzo privilegiato per facilitare una partecipazione attiva dei fedeli all'azione sacra, come già auspicava il mio venerato predecessore San Pio X nel Motu proprio Tra le sollecitudini, del quale quest'anno ricorre il centenario. Proprio questo anniversario mi ha offerto recentemente l'occasione di ribadire la necessità che la musica, secondo le direttive della Sacrosanctum Concilium, conservi e incrementi il suo ruolo all'interno delle celebrazioni liturgiche, tenendo conto del carattere proprio della Liturgia come della sensibilità del nostro tempo e delle tradizioni musicali delle diverse regioni del mondo.»

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articolo apparso sul quotidiano "Avvenire" il 23 gennaio 2001

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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI DOCENTI ED ALLIEVI DEL PONTIFICIO ISTITUTO DI MUSICA SACRA
Venerdì, 19 gennaio 2001

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GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MUSICA SACRA,
PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA
27 gennaio 2001

«L'applicazione degli orientamenti del concilio Vaticano II circa il rinnovamento della musica sacra e del canto liturgico - in particolare nei cori, nelle cappelle musicali e nelle scholae cantorum - chiede oggi una solida formazione ai pastori e ai fedeli sul piano culturale, spirituale, liturgico e musicale. Essa domanda inoltre una riflessione approfondita per definire i criteri di costituzione e di diffusione di un repertorio di qualità, che permetta all'espressione musicale di servire in maniera appropriata al suo fine ultimo, che è "la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli"».

«Il secolo scorso, con il rinnovamento operato dal Concilio Vaticano Il, ha conosciuto uno speciale sviluppo del canto popolare religioso... Tale canto si presenta particolarmente adatto alla partecipazione dei fedeli non solo alle pratiche devozionali, «secondo le norme e le disposizioni delle rubriche» (Sacr: Conc., n. 118), ma anche alla stessa Liturgia. Il canto popolare, infatti, costituisce «un vincolo di unità e un'espressione gioiosa della comunità orante, promuove la proclamazione dell'unica fede e dona alle grandi assemblee liturgiche una incomparabile e raccolta solennità»

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GIOVANNI PAOLO II
SUL CANTO DELLA MESSA DOMENICALE
nella LETTERA APOSTOLICA "DIES DOMINI" (31.5.1998):

«50. Dato il carattere proprio della Messa domenicale e l'importanza che essa riveste per la vita dei fedeli, è necessario prepararla con speciale cura. Nelle forme suggerite dalla saggezza pastorale e dagli usi locali in armonia con le norme liturgiche, bisogna assicurare alla celebrazione quel carattere festoso che s'addice al giorno commemorativo della risurrezione del Signore. A tale scopo è importante dedicare attenzione al canto dell'assemblea, poiché esso è particolarmente adatto a esprimere la gioia del cuore, sottolinea la solennità e favorisce la condivisione dell'unica fede e del medesimo amore. Ci si preoccupi pertanto della sua qualità, sia per quanto riguarda i testi che le melodie, affinché quanto si propone oggi di nuovo e creativo sia conforme alle disposizioni liturgiche e degno di quella tradizione ecclesiale che vanta, in materia di musica sacra, un patrimonio di inestimabile valore."

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GIOVANNI PAOLO II
dal discorso per l'inaugurazione del nuovo organo mobile per le celebrazioni in piazza San Pietro, 11 aprile 1981:

"La musica stessa diventa linguaggio, in cui la parola tace (cf. Sant'Agostino, Enarrationes in Psalmos, 32). Essa esprime l'ineffabile, l'indicibile. Proprio la musica d'organo, priva com'è di parole, può chiarire ed interpretare in modo straordinario i misteri liturgici e favorire 'la preghiera in spirito e verità' " (Gv 4,23).

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GIOVANNI PAOLO II e la Krönungsmesse di MOZART diretta da KARAJAN in Vaticano

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