“Buon compleanno, maestro J.S. Bach!”

 

 

Auditorium del Conservatorio di Musica “G. Puccini”

 

 

Domenica 21 Marzo 2004 – ore 11

 

 

Gli allievi del Conservatorio di Musica “G. Puccini”  offrono alla cittadinanza l’esecuzione di musiche di Johann Sebastian Bach nella ricorrenza della sua nascita, primo giorno di Primavera.

 

 

In collaborazione con l' Associazione Italiana Organisti di Chiesa

 

 

 

Programma

 

 

Matteo Pasqualini, organo                              Toccata in do maggiore BWV 564

 

 

Lucia Bernabei, pianoforte                             Toccata e Fuga in re maggiore BWV 912

 

 

Fantoni Alessia                                                Preludio e Fuga in re minore

 

 

Monica Pecunia, canto                                    “Vedrò con mio diletto”, dall’opera “Il Giustino”

                                                                          di Antonio Vivaldi; al cembalo Aurora Ceccarini

 

 

Aurora Ceccarini, cembalo                             Concerto in fa maggiore BWV 978, trascritto da un

                                                                        Concerto per violino di Antonio Vivaldi

                                                                        (Allegro- Largo – Allegro)

 

 

Marco Torre, pianoforte                                  Ciaccona in re minore

 

 

Massimo Colombani, flauto                            Ciaccona in sol minore, trascritta dalla II° Sonata per

                                                                         violino in re minore

 

 

Elisa Tonelli, pianoforte                                   Preludio e Fuga in si bemolle maggiore BWV 866,

                                                                          dal Primo Libro del “Wohltemperiertes Klavier”;

 

 

 Sara Bollentini, pianoforte                              Partita in mi minore BWV 1016

 

 

Quartetto di Sassofoni:                                      “Contrapunctus I°”,  Fuga a 4 Voci,

maestro Marco Falaschi                                    da “Die Kunst der Fuge” BWV 1080

Valentina Renesto

Francesca Corsi

Antonia Pagliuca

 

                                                                                               

 

 

Cristina Loddi, canto                                        2 Arie dal “Notenbuch” di Anna Magdalena Bach:

-         “So oft ich meine Tabakspfeife” BWV 515;

-         „Bist du bei mir“ BWV 508;

 al cembalo Matteo Pasqualini

 

 

Simone Giananti, pianoforte                            Toccata in re minore BWV 913

 

 

Usai Manuela, organo                                       Preludio e Fuga in la minore BWV 556

 

 

 

Micol Ferrara e                                                Sonata in mi minore BWV 1031

Massimo Colombani,                                      (Adagio ma non tanto – Allegro)

violoncello e flauto                           

                      

 


 

 

L’idea di ricordare il sommo Johann Sebastian Bach nel giorno della sua nascita viene dall’Associazione Italiana Organisti di Chiesa, che invita i suoi soci in tutt’Italia a diffondere la conoscenza piacevole della musica di qualità in diverse forme.

Nel nostro Conservatorio di Musica c’è un motivo in più.

L’organo Ghilardi dell’Auditorium, di recente costruzione, sarebbe senz’altro piaciuto a Bach.

Questo strumento è stato ideato ispirandosi a modelli sonori propri di un organaro della Germania del Nord, Arp Schnitger, che Bach conosceva e teneva in grande considerazione, avendone suonato diversi strumenti.

Ci sembra quindi significativo che questa giornata festiva inizi proprio col suono di  un organo con pronuncia nordica ma su quel suolo italiano che Bach, musicalmente, amava talmente da essere indotto a trasporre di proprio pugno tanti concerti di musicisti italiani, ulteriore dimostrazione del fatto che l’avanzamento culturale trae linfa vitale dagli incontri e dalle assimilazioni tra esperienze diverse, e provenienti da ogni latitudine.

Una di queste trascrizioni bachiane, un concerto di Antonio Vivaldi, verrà proposta al cembalo.

Crediamo anche che il Maestro sarebbe felice di ascoltare il suo I° Contrapunctus dell’Arte della Fuga eseguito da un quartetto di sassofoni, strumento che ancora egli non conosceva.

Chissà se, entusiasmato da questa scoperta, non avrebbe deciso di comporre qualcosa di nuovo per l’occasione, magari rielaborando come soltanto lui saprebbe fare un tema jazzistico … ! O forse si sarebbe seduto al cembalo o al pianoforte, anche questo una nuova e stimolante scoperta, e avrebbe improvvisato assieme ai sassofonisti, come fece quella volta in presenza di Federico il Grande ?

Non sono soltanto la fantasia e l’amore per la musica che ci legittimano ad immaginare queste situazioni impossibili, ma anche l’enorme respiro di universalità che l’opera bachiana ci ha lasciato in eredità.

Maestro Bach, sappiamo che lei è presente oggi qui con noi, e conosciamo la dedizione che lei aveva nei confronti dei suoi allievi, che considerava come suoi famigliari.

La ringraziamo anche di averci dimostrato che l’arte più autentica nasce dall’esperienza umana e dallo studio.

Gli allievi di questo Conservatorio, che si applicano anche a costo di sacrifici, sono lieti di interpretare ancora una volta la sua musica e di liberare i messaggi di fratellanza e di vitalità che essa racchiude per offrirla a tutti.

 

 


 

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