“Buon compleanno, maestro
J.S. Bach!”
Gli allievi del Conservatorio di Musica “G. Puccini” offrono alla cittadinanza l’esecuzione di musiche di Johann Sebastian Bach nella ricorrenza della sua nascita, primo giorno di Primavera.
In collaborazione con
l' Associazione Italiana Organisti di Chiesa
Programma
Matteo Pasqualini, organo Toccata in do maggiore BWV 564
Lucia Bernabei, pianoforte Toccata e Fuga in re maggiore BWV 912
Fantoni Alessia Preludio e Fuga in re minore
Monica Pecunia, canto “Vedrò con mio diletto”, dall’opera “Il Giustino”
di Antonio Vivaldi; al cembalo Aurora Ceccarini
Aurora Ceccarini, cembalo Concerto in fa maggiore BWV 978, trascritto da un
Concerto per violino di Antonio Vivaldi
(Allegro- Largo – Allegro)
Marco Torre, pianoforte Ciaccona in re minore
Massimo Colombani, flauto Ciaccona in sol minore, trascritta dalla II° Sonata per
violino in re minore
Elisa Tonelli, pianoforte Preludio e Fuga in si bemolle maggiore BWV 866,
dal Primo Libro del “Wohltemperiertes Klavier”;
Sara Bollentini, pianoforte Partita in mi minore BWV 1016
Quartetto di Sassofoni: “Contrapunctus I°”, Fuga a 4 Voci,
maestro Marco Falaschi da “Die Kunst der Fuge” BWV 1080
Valentina Renesto
Francesca Corsi
Antonia Pagliuca
Cristina Loddi, canto 2 Arie dal “Notenbuch” di Anna Magdalena Bach:
-
“So oft ich
meine Tabakspfeife” BWV 515;
-
„Bist du bei
mir“ BWV 508;
al cembalo Matteo Pasqualini
Simone Giananti, pianoforte Toccata in re minore BWV 913
Usai Manuela, organo Preludio e Fuga in la minore BWV 556
Micol Ferrara e Sonata in mi minore BWV 1031
Massimo Colombani, (Adagio ma non tanto – Allegro)
violoncello e flauto
L’idea di ricordare il sommo Johann Sebastian Bach nel giorno della sua nascita viene dall’Associazione Italiana Organisti di Chiesa, che invita i suoi soci in tutt’Italia a diffondere la conoscenza piacevole della musica di qualità in diverse forme.
Nel nostro Conservatorio di Musica c’è un motivo in più.
L’organo Ghilardi dell’Auditorium, di recente costruzione, sarebbe senz’altro piaciuto a Bach.
Questo strumento è stato ideato ispirandosi a modelli sonori propri di un organaro della Germania del Nord, Arp Schnitger, che Bach conosceva e teneva in grande considerazione, avendone suonato diversi strumenti.
Ci sembra quindi significativo che questa giornata festiva inizi proprio col suono di un organo con pronuncia nordica ma su quel suolo italiano che Bach, musicalmente, amava talmente da essere indotto a trasporre di proprio pugno tanti concerti di musicisti italiani, ulteriore dimostrazione del fatto che l’avanzamento culturale trae linfa vitale dagli incontri e dalle assimilazioni tra esperienze diverse, e provenienti da ogni latitudine.
Una di queste trascrizioni bachiane, un concerto di Antonio Vivaldi, verrà proposta al cembalo.
Crediamo anche che il Maestro sarebbe felice di ascoltare il suo I° Contrapunctus dell’Arte della Fuga eseguito da un quartetto di sassofoni, strumento che ancora egli non conosceva.
Chissà se, entusiasmato da questa scoperta, non avrebbe deciso di comporre qualcosa di nuovo per l’occasione, magari rielaborando come soltanto lui saprebbe fare un tema jazzistico … ! O forse si sarebbe seduto al cembalo o al pianoforte, anche questo una nuova e stimolante scoperta, e avrebbe improvvisato assieme ai sassofonisti, come fece quella volta in presenza di Federico il Grande ?
Non sono soltanto la fantasia e l’amore per la musica che ci legittimano ad immaginare queste situazioni impossibili, ma anche l’enorme respiro di universalità che l’opera bachiana ci ha lasciato in eredità.
Maestro Bach, sappiamo che lei è presente oggi qui con noi, e conosciamo la dedizione che lei aveva nei confronti dei suoi allievi, che considerava come suoi famigliari.
La ringraziamo anche di averci dimostrato che l’arte più autentica nasce dall’esperienza umana e dallo studio.
Gli allievi di questo Conservatorio, che si applicano anche a costo di sacrifici, sono lieti di interpretare ancora una volta la sua musica e di liberare i messaggi di fratellanza e di vitalità che essa racchiude per offrirla a tutti.
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