ASSOCIAZIONE ITALIANA ORGANISTI DI CHIESA
via Milazzo, 37 - 26100 CREMONA
M° Comm. Giancarlo Parodi, presidente
M° Paolo Bottini, segretario
* * *
Dott.
Mus. M° Eugenio Maria FAGIANI
Nato nel 1972. Ha compiuto gli studi dOrgano e Composizione Organistica
sotto la guida del M° Enzo Corti in Milano, diplomandosi presso il Conservatorio
Luca Marenzio di Brescia. Ha frequentato la Scuola di Paleografia
e Filologia Musicale di Cremona, Università degli Studi di Pavia, ove
si è laureato Dottore in Musicologia con una Tesi dal titolo Marcel
Dupré e larte dellimprovvisazione.
Ha frequentato corsi di perfezionamento dinterpretazione con docenti
quali: Nigel Allcoat, Ewald Kooiman, Piet Kee, Daniel Roth, Gillian Weir e
Naji Hakim. Si è quindi specializzato nellarte dellimprovvisazione
con: Nigel Allcoat, Jurgen Essl, Peter Planyavsky e Naji Hakim. Ha inoltre
approfondito lo studio dellAnalisi Musicale con Marcel Bitsch.
Si esibisce regolarmente in qualità dinterprete ed improvvisatore
in Italia (Bergamo, Bologna, Catania, Cremona, Milano, Parma, Potenza, Ragusa,
Trieste, Udine,
) ed allestero (Gran Bretagna: S. Pauls
Cathedral, Southwark Cathedral, Temple Church, Royal Hospital Chelsea,
;
Francia; Germania: Wüppertaler Orgeltage, Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis
Kirche Berlin, Ingolstadt, Wiesbaden
; Svizzera: Lüzern,
;
Stati Uniti: St. Patricks Cathedral e St. Bartolomews Church in
New York City città ove ha anche tenuto lezioni di improvvisazione
presso la New York University , Basilica of the National Shrine of Immaculate
Conception in Washington D.C., First Presbyterian Church in Portland Oregon,
First Presbyterian Church in Kalamazoo Michigan,
ed in tour che lo
hanno condotto a prodursi in Michigan, Oregon, Nebraska, Indiana ed in Canada:
St. Clements Anglican Church e The Anglican Cathedral in Toronto) riscuotendo
lusinghieri successi di critica e pubblico. Nel 2004 è stato invitato
a tenere masterclasses di improvvisazione in Toronto ed a Oxford, UK.
È Organista Titolare dellOrgano storico Locatelli,
1899, della Prepositurale di San Michele Arcangelo in Mapello, Bergamo.
Le sue composizioni sono regolarmente eseguite in rassegne e festivals in
Italia ed allestero da prestigiosi interpreti quali Stephen Tharp (New
York), Carol Williams (S. Diego, California), Thomas Fitches (Toronto), John
Scott (Londra), Giorgio Parolini (Milano), Dmitri Ashkenazy
. Le stesse
spaziano dalla musica da camera (un Trio per clarinetto, viola e pianoforte,
un Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte, 5 Trii per violino, violoncello
e pianoforte, un quartetto darchi, un quintetto per pianoforte ed archi,
pagine per Carillon di campane, liriche per soprano e pianoforte
) a
quella per orchestra (Concerto per pianoforte ed orchestra, due Concerti per
organo ed orchestra, un Magnificat per soprano ed orchestra da camera, un
balletto Pictor per gruppo da camera e musiche di scena per Stato
dassedio di Albert Camus per orchestra da camera, Passio
D. n. secundum Mattheum per 5 voci e 5 strumenti) oltre a numerosi lavori
per organo solo. È anche autore di una serie di sei trascrizioni organistiche
a due e a quattro mani di lavori di Maurice Ravel, Claude Debussy, Gustav
Mahler, Dmitri Shostakovitch e John Williams.
Le sue opere sono edite a stampa da Carrara, Turris, Gutenberg, Kookaburra
e Delatour France.
Collabora con la Rivista Internazionale di Musica Sacra diretta da
Giacomo Baroffio.
È Compositore Ufficiale del Centro di Ricerca Coreografica Bergamo
Danza di Maria Angela Beltramelli; ricopre lo stesso incarico per il
Teatro Sarnen per le stagioni 2001, 2002 e 2003.
SITO INTERNET
PERSONALE DI EUGENIO MARIA FAGIANI: www.eugeniomariafagiani.com
Concerti sul Grande Organo Serassi della Basilica
di S. Alessandro in Colonna, in Bergamo, via S. Alessandro.
Organizzati dal comitato per il restauro dellOspitale della Maddalena
(Schola dei Disciplini Bianchi, sec. XIII-XIX) al fine di creare il Centro
Culturale ed il Centro Sociale Anziani del più antico e storico quartiere
della Città Bassa, con il Patrocinio del Comune di Bergamo I^
Circoscrizione.
Organista Eugenio Maria Fagiani.
(Primo concerto tenuto il 10 dicembre 2003)
Secondo Concerto
22 gennaio 2004 ore 21.00
Prima parte
Johann Ludwig KREBS(17131780)
Praeludium et Fuga in re maggiore
Josef Gabriel RHEINBERGER(18391901)
Sonata n° 8 op. 132
- Praeludium
- Intermezzo
- Scherzoso
- Passacaglia
Eugenio Maria FAGIANI(1972)
Tre Preludi e Fughe op. 29
Seconda Parte
Naji S. HAKIM(1955)
Le Tombeau dOlivier Messiaen
- Par ma vie, par ma mort
- Je rends grâce à mon Dieu
- Christ avec le Saint-Esprit, dans la gloire du Père
Improvvisazioni su temi del pubblico
Terzo Concerto
18 marzo 2004 ore 21.00
Prima parte
Johann Sebastian BACH(16851750)
Praeludium et Fuga in re maggiore, BWV 532
Josef Gabriel RHEINBERGER(18391901)
Sonata n° 11 op. 148
- Agitato
- Cantilena
- Intermezzo
- Fuga
Petr Eben(1929)
Due Danze Bibliche (1992)
- The dance of David before
the Ark of the Covenant
- The Dance of the Shulammite
Seconda Parte
Max REGER(1873-1916)
Phantasie und Fuge in re minore op. 135b
Improvvisazioni su temi del pubblico
Per informazioni 3470468500
Eugenio Maria Fagiani
Catalogo dei lavori editi:
Opus 2, 2 pezzi (Praeludium, Carillon), per org. Turris,
Cremona, 1998
Praeludium inciso dalla Radio Lettone il 7 Luglio 2003: organista Stefano
Mostosi, organo della Cattedrale di Riga, Lettonia
Opus 4, Magnificat, per soprano e 11 strumenti Delatour France
2003 DLT0230
Sotto la mirata e prudente guida di Luigi Ripamonti un gruppo di
musicisti, in buona parte bergamaschi, si cimentava con due pagine di Fagiani
La classicità ed il solido ancoraggio accademico di Fagiani si trovava
già nel suo Magnificat, per fiati, voce solista, archi
ed organo: tema di fondo uninquietudine oscillante già palese
nella Sinfonia strumentale di apertura (e barocchamente ripetuta in conclusione),
unirrequietezza sparsa come attraverso tanti piccoli rivoli carsici,
che a tratti trapelava con forza quasi per folgorazione improvvisa, ma che
poi si frantumava in mille costruzioni di piccolo respiro. Spunti quasi sofferti,
frasi sospese, spesso non risolte, caratterizzavano anche la parte vocale
adeguatamente realizzata dal soprano Erina Gambarini, mentre le iterazioni
armonico-ritmiche, vagamente francesizzanti (Poulenc-Milhaud) rendevano comprensibili
al pubblico le idee musicali e il clima espressivo dominante.
Recensione di Bernardino Zappa, LEco di Bergamo, mercoledì
8 gennaio 1997.
Opus 6, Aria, soprano e strumenti Delatour France 2003 DLT0236
Opus 7, Vesper, 7 pezzi per org. in alternatim Delatour France
2003 DLT0249
Opus 8, Inno a S. Alessandro, coro, 2 org., quintetto dottoni
Delatour France 2003 DLT0338
Opus 9, Preludio e fuga, per org. Gutenberg, Cremona, 2000 E.G.
201
Monsieur Eugenio Maria Fagiani est non seulement un organiste virtuose,
mais aussi il est un compositeur de grande talent.
Son oeuvre Preludio e Fuga est tout à fait remarquable par la clarté
de son plan et par loriginialité de lécriture harmonique.
Dans ce moule ancien, un diprtyque renouvelé des chefs-doeuvre
pour orgue du grand Cantor de Leipzig, E. M. Fagiani a su insuffler un esprit
nouveau. Ce qui caractérise le mieux son langage musical, cest
une âpreté due à un emploi généralisé
des successions dintervalles de septième et de neuvième.
Cest aussi une violence et une énergie farouche contrastant par
fois avec des moments de grande douceur. La fugue montre une belle maîtrise
de lécriture contrapuntique et une connaissance approfondie des
oeuvres pour orgue de J. S. Bach interprétées dans un langage
modal très personnel. Je souhaite à cette oeuvre tout le succès
quelle mérite et une large diffusion auprès des organistes
Marcel Bitsch, Professeur decriture honoraire au C.N.S.M., Paris
Wheter the prelude and fugue is still a formal vessel capable of sustaining
interest in an otherwise up-to-date musical style is an open question
a question that organist-composers are more than willing to answer in the
affirmative. This work was premiered by the composer in 1997, and true to
the spirit of the genre is mostly of an improvisatory character in the prelude
and of a much more highly composed character in the fue. The prelude
recalls a technique familiar in the works of Hakim the frequent reiteration
and rejuxtaposition of short, contrasting, modular ideas. The exploitation
of the intervals of the seventh and the ninth serve as a unitying stylistic
element. The style is tonal, but not to the point where formalized, classical
repetition makes much sense, and yet there is a directive that the first five
pages are to be repeated. The fugue is enterely monothematic, and it runs
for long stretches within an unrelieved texture with little variety in the
modulation of dissonance. A coda combines partly new material
with material drawn from the prelude.
Recensione di Frank Morana in The American Organist, giugno
2001, p. 66
Compare, talvolta, unopera che dirige il nostro sguardo altrove.
Voglio dire, che ha in sé più di quanto non lasci trapelare
a una prima, sommaria indagine conoscitiva. In effetti, sarebbe piuttosto
superficiale collocare la composizione del giovane Fagiani nel genere glorioso
ma un poco vetusto del collaudato binomio Preludio-Fuga, anche se, testualmente
e dichiaratamente, tutto lascerebbe propendere per tale rassicurante soluzione.
Ma non è così. O, almeno, a me pare non essere soltanto
così. In queste pagine cè di più e, in realtà,
si attua una fin troppo consapevole visione degli opposti. Il preludio e la
Fuga qui si fronteggiano come forze avverse e ben identificabili; in essi
vi si annida unidea del mondo basata su principi fra di loro diametralmente
contrastanti. Nella percussività feroce e a tratti incantatoria del
Preludio, percorso da seducenti fremiti vitalistici, è possibile ravvisare
lelemento più carnale e dionisiaco di Fagiani, che intenzionalmente
accantona ogni tentativo di sviluppo del materiale tematico a favore di una
libera reiterazione e frammentazione ritmica del discorso compositivo. Per
quella via pare farci intendere lautore non esiste evoluzione,
trasformazione o sublimazione alcuna. Allopposto, la monumentale Fuga
appare, con la sua dinamica propensione verso un ordine prestabilito e assoluto,
con il suo perpetuo intrecciarsi di linee in crescente tensione che nulla
intaccano però della sostanza profonda di cui è costituita,
appare, dicevo, lesemplificazione più limpida della citazione
posta in calce allo spartito:
e siccome rendono a Dio tutti i
beni di cui Egli li ha colmati, non traggono gloria gli uni dagli altri, ma
desiderano soltanto quella di Dio solo.
Recensione di Alessandro Bottelli, in Arte Organaria e Organistica,
Anno VIII, n° 5, 2001
Opus 10, Trois Piéces, (Toccata, Chant de paix, Fantasia)
per org. Delatour France 2003 DLT0337
Opus 11, Versetti, per org. (quelli su Ave Maris Stella)
editi da Carrara, Bergamo,1998 E.C. 4335
Opus 15, Missa, per org. Delatour France 2003 DLT0192
Questa nuova proposta liturgica del M° Eugenio M. Fagiani merita
unattenzione particolare. Essa riprende una prassi che per secoli ha
vivificato tante celebrazioni della nostra liturgia latina. Lascolto
del canto gregoriano con un esplicito impianto sulla Messa degli
angeli non è affatto interrotto dallorgano ritenuto
da alcuni uningiustificata intrusione, quasi fosse uno sprazzo pubblicitario
dellorganista in cerca di plauso. Lorgano canta la
fede, come si esprimeva il Cerimoniale Episcoporum: esprime con le sue possibilità
foniche e i giochi armonici e contrappuntistici la ricchezza nascosta dalla
semplicità della linea monocordale del canto gregoriano. Canto vocale
e coralità strumentale s'integrano in un richiamo vicendevole, continuo
e pressante, sino a dare limpressione che non possano esistere luno
senza laltra.
La ricchezza timbrica dellorgano svela progressivamente la profondità
dellabisso interiore da cui sale la voce umana, quale risposta spirituale
al dono della vita e della fede che il cantore accoglie con il suo respiro.
Lesilità della linea gregoriana riconduce alla sua essenza lesuberanza
organistica.
Mondi apparentemente diversi, contrastanti e opposti si ritrovano a formare
una realtà compatta dove in una perenne alternanza voce e organo si
scambiano la funzione di messaggio e provocazione, di preannuncio e di risonanza:
secondo le diverse situazioni ognuna delle due realtà musicali in gioco
diviene preludio, interludio, tema dominante, postludio.
È il gioco della fede vissuto dalluomo liturgico, una particolare
connotazione dellhomo ludens. Quanto possa essere ludica la musica nella
liturgia lo evidenziano queste pagine di Fagiani, lontane dalla severità
arcigna dellaccademia, prolungamento vivace di unautentica vena
dimprovvisazione nella scia delle più valide esperienze transalpine.
Giacomo Baroffio, già professore presso lUniversità
di Pavia
Opus 16, Suite, per clav. Delatour France 2003 DLT0072
Opus 17, Parafrasi Gregoriane, per org. Delatour France 2003
DLT0197
Opus 18, Concerto n° 1, per org. e archi Delatour France
Opus 19, n°1 Canciones, per soprano, chit., e perc. improvv. Delatour
France 2003 DLT0196
Opus 20, Akathistòs, per org. Delatour France 2002 DLT0059
Inciso da Radio Tau: organista Eugenio Maria Fagiani, 5 Ottobre 2001, presso
la Basilica di S. Antonio in Bologna
Opus 21, Etat de siége, musiche di scena per gruppo Inedito
da camera
Der Gast aus italien lächelt, als hätte er soeben gute altee
Freunde wieder getroffen. Und wer bist du?, fragt er eine Spielerin
des Kollegi-Theaters. Ich bin die Pest. Aha, sagt
er wiedererkennend. Und du? Ich bin die Hexe.
Der Gouverneur stellet sich vor, ebenso wie die Alkaden, end am Ende des Treffens
auf der Theaterbühne haben für Eugenio Maria Fagiani aus Bergamo
all die Figuren des Belagerungszustand von Camus ein Gesicht.
Als ich das Stück gelesen habe, habe ich darin etwas von mir selber
entdeckt, erzält Fagiani. Vor allem Camus schwarzer Humor hat es
ihm angetan. Die Brücke zwischen Komponist und Stück war geschlagen.
Denn kein Geringerer als der Direktor der St.-Michaels-Akademie in Bergamo,
der einzigen in Italien, welche Improvisation im Stil des 20. Jahrhunderts
unterrichtet, ist der Komponist der Theatermusik, die Sarnen Kollegi-Theater
uraufgeführt wird. Wohl wurde Camus Belagerungszustand auch
schon mit musik auf die Bühne gebracht. Daniel Mattmann, Musiklehrer
an der Kantonsschule Obwalden, erinnerte sich an Musik von Arthur Honegger
und suchte lange nach den Noten. Erfolglos. Es gibt nicht einmal eine
Aufnahme.
Doch er und Regisseur Adrian Hossli waren weit davon entfernt, zu resignieren.
Kurzerhand wandten sie sich an Eugenio Maria Fagiani und begeisterten diesen
bald für die Idee, die musikalische Antwort auf Camus Schauspiel zu schreiben.
Vor allem reizte mich die Möglichkeit, mit leidenschaftlichen Manschen
zusammenzuarbeiten, erzält er.
Und Leidenschaft werden sie brauchen, die instrumentalisten und die Spieler
auf der Bühne. Denn Fagiani, der auch Composer in residence der Ballett-gruppe
Bergamo Danza ist, hat mit fünf Stücken, die eng mit
fünf Leitmotiven nicht einfach Noten geliefert. Etwas vom Spieler
muss dazu-kommen, sonst lebt das Ganze nicht. Dennoch: Um das Surreale
der Handlung in den Griff zu bekommen, hat er eine klare Idee geliefert, sozusagen
eine solide Architektur, auf die die Spieler Sich abstützen können.
So proben die Darstellerinnen un Darsteller intensiv und leben sich ein in
ein Stück um Angst und Tod, um den Sieg über das eine und die Resignation
vor dem anderen. Und bis zur Premiere vom 16 März wird ihr Spiel mit
der Musik verschmolzen sein.
Er mag leidenschaftliche Manschen, di Elisabeth Zurglilgen,
in Neue Obwaldner Zeitung Wochenblatt, venerdì 23 febbraio 2001
Opus 22, Etat de siége, suite per 13 strumenti Delatour
France 2003 DLT0339
Opus 23, Passio, per 5 voci e 5 strumenti Delatour France 2003
DLT0194
Sabato scorso, nella Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù, è
stata rappresentata la visione musicale della Passio D. n. J. Chr. Secundum
Mattheum ad opera di Eugenio Maria Fagiani, ideatore della partitura
musicale eseguita da un ensemble formato dal Tenore Enrico de Capitani, dal
basso Sebastiano Rolli, dalle voci del Gruppo Dowland, e dagli strumentisti
Andrea Vegetti (sax soprano), Ugo Rolli (contrabbasso), Guido Araldi (percussioni)
e Damiano Rota (organo).
Fagiani, alla guida della compagine vocale-strumentale, ha rivestito il testo,
fatto di rimandi tematici sottili, ridotti a singole note, o nuclei ritmici
ripresi dai suoni di strumenti i cui timbri venivano sospesi e dilatati dallacustica
della chiesa. Un orizzonte sonoro che risultava particolarmente adatto al
carattere profondamente riflessivo della meditazione sulla Passione, simbolo
e mistero supremo della tradizione religiosa cristiana, che ha suggerito,
nel corso dellarticolarsi della storia della musica, numerose e magistrali
letture. Ma quella proposta da Fagiani, lungi dallessere una trasposizione
prevalentemente musicale del percorso della morte e resurrezione di Gesù,
rimane centrata sulla parola, protagonista dichiarata degli intenti riflessivi
della partitura. Infatti, attraverso la cantillazione del testo stesso, che
accomunava sia la voce in prima persona del basso sia il carattere narrativo
del tenore, e gli interventi del coro, misuratissimo nellimpasto polifonico
trivocale, si snodavano gli interventi strumentali costituiti da note ed accordi
isolati nel loro continuo susseguirsi, cadenzando in dialoghi e rimandi, ridotti
allessenziale, il fluire generale dellopera.
Così il gioco timbrico del saxofono e dellorgano, o ancora quello
ritmico tra il contrabbasso e le percussioni segnavano le oasi espressive
a commento del racconto della Passione, nel corso del quale anche i silenzi,
acquisivano un fondamentale valore di respiro, nonché di rievocazione
ideale del testo stesso. Un carattere musicale, quello dato da Fagiani a questa
pagina intensa, che riconduceva il materiale sonoro al minimo indispensabile,
senza rinunciare però ad una elaborazione costruttiva interessante,
segnata dallesplorazione simbolica del timbro singolo più che
da un suo utilizzo in una tessitura più ampia.
Un gusto compositivo in cui i palesi riferimenti ad alcune delle esperienze
contemporanee più prossime (dichiarato il riferimento allesplorazione
della vocalità di Arvo Pärt) venivano decantate e, per così
dire, dilatate attraverso una parola che diveniva vero e proprio Verbo, attorno
al quale il suono si muoveva rispettoso e quasi sospeso. Tutto ciò
per un intenso risultato emotivo che, per il poco pubblico presente, ha rivestito
il significato di una inusuale ma efficace riflessione circa il mistero per
definizione della cristianità, che in questo periodo liturgico ci si
appresta a celebrare.
Fagiani: Passione secondo Matteo, di Alessandro Rigolli, Gazzetta
di Parma, 12 aprile 2001.
Opus 24, Chansons, trii per pf., vl., cello:
- Chanson dun jour Delatour France
2003 DLT0218
- Chanson dun soir Delatour France
2003 DLT0069
- Chanson nocturne Delatour France
2003 DLT0247
Opus 25, Tango, trio per pf., clar., cello Delatour France 2003
DLT0189
Opus 29, 3 Preludi e Fughe, per org. Kookkaburra, Parma, 2002;
nuova edizione: in Organistica
Edizioni Carrara 2003 E.C. 4674
which are copies transferred to an own, personell expression: so
to say a double peronality composition: genious!
Johannes Geffert, Professore presso la Musikhochschule, Köln
terrific!
John Scott, Organista Titolare e Direttore della Musica in St. Pauls
Cathedral, London
and Eugenio Maria Fagiani (Prelude and Fugue su due temi dei Beatles)
The compelling performance of the charming prelude and fugue by Fagiani was
a highlight of the recital. A young Italian composer who specialized in improvisation,
Fagiani incorporates the Beatles songs, Michelle and Yesterday,
in an ornamented prelude and a fugue, respectively. Mr Fitchess lyrical
and expressive style was well suited to his choice of pieces and was a satisfying
conclusion to a very pleasant day.
Waves of sound: the 2002 RCCO National convention in PEI, Concert
of Thomas Fitches, recensione di Nancy Fraser in The American Organist,
p. 54, dicembre2002
Spannend bis zum Schluss blieb dieser Orgelabend, denn als präsentierte
der Ausnahme-Organist Michelle und Yesterday von den
Beatles im trillerreichen Bach-Stil und in vielstimmiger Fugenform
facettenreicher kann man sich Orgelmusik nicht wünschen.
Kreativ und virtuos zugleich, di Veronika Pantel, Westdeutsche
Zeitung, sabato, 21 settembre 2002
Opus 32, Stele, cinque pezzi per org. Delatour France 2003 DLT0219
Stele sono per me la musica più personale
di
Jürgen Essl, già Professore presso la Musikhochschule,
Lübeck ed ora in Stuttgart.
Opus 34, Trio, per cl., vla, pf. Delatour France 2003 DLT0212
Opus 36, Sonata, per org. Delatour France 2002 DLT0062
Glanz- und Höhepunkt des bemerkenzwerten Abernds war die Urauffürung
seiner Komposition eigens für die Wuppertaler Orgeltage. Mit der Sonata
op. 36 schuf er ein ebenso musikantisches wie modernes Werk, auf dessen Widmung
die Initiatoren des Festivals stolz sein dürfen. In Thema und Variation
zelgte der Organist in bester Sonatensatzform die Verquickung zweier Volksliedthemen
im Frage-Antwort-Stil. Das Adagio ist eine schlichte, manchmal kapriziös
verzierie Melodie über suggestiven Herzschlag-Motiv im Pedal.
Sehr illustrativ wirkte die wilde Passacaglia mit zerhackter Pedalfigur und
den für die sprunghaften Themenvariationen bestens sitierten, ungewöhntichen
Registerfarben. Mit dissonanter Abwärtslinie und markanten Einzeltönen
endet das werk, das hoffentltich noch oft in Wuppertal zu hören sein
wird.
Kreativ und virtuos zugleich, di Veronika Pantel, Westdeutsche
Zeitung, sabato, 21 settembre 2002
La Sonata op. 36 (Tema e variazioni, Cantabile, Passacaglia ) dello
stesso Fagiani ha poi messo in risalto le geniali doti compositive del maestro
bergamasco, le cui pagine vengono regolarmente eseguite in rassegne e festival
in Italia e all'estero da prestigiosi interpreti.
Raffinate armonie con Fagiani, Filippo Mainini, LEco
di Bergamo, 29 maggio 2003.
Opus 42a, Premier Livre de Noëls, 9 noels per organo Delatour
France 2002 DLT0107
Tra i giovani compositori italiani per organo attivi anche allestero
sia in ambito concertistico che editoriale si sta affermando Eugenio Maria
Fagiani. In questa raccolta vengono presentati nove Nöel, che riprendono
in prevalenza temi cari alla tradizione francese rivestiti di modernità
ritmica ed armonica. Allievo per limprovvisazione di Essl, Planyavsky
e Hakim, Fagiani sembra assimilarne le peculiari caratteristiche musicali,
riproponendole in forme estremamente personalizzate, sostenute ove necessario
da rigore contrappuntistico (ad esempio il Noel VIII su Merry Christmas che
è una vera e propria fuga). Ritmo, colore, soprese arminiche, rendono
interessanti e piacevoli queste composizioni, che solo per la durata possono
considerarsi piccole.
Recensione di Don Gilberto Sessantini, in Arte Organaria e Organistica,
Anno X, n° 1, 2003, p. 62
Opus 42b, Deuxiéme Livre de Noëls, per organo Delatour
France
Opus 43, Concerto per pianoforte e orchestra Delatour France
2003 DLT0214
Opus 44, Nine Chorale Preludes, per organo Delatour France 2003
DLT0232
The chorale preludes are wonderful
Carol Williams, Civic Organist in San Diego, California
In lavorazione:
Opus 41, 5 canti, per soprano e pf.
Opus 42b, Deuxiéme Livre de Noëls, per org.
Opus 45, Nouvelles Chansons, organico variabile
Opus 46, Trio, per clarinetto, cello e pf.
Opus 47, Symphonische Phantasie und Fuge, per org.
Opus 48a, Paysages Bergamasques, per coro
Opus 48b, Paysages Bergamasques, per carillon di campane
Opus 49, Sei Trascrizioni, per org.
- a, Second Waltz, dalla Seconda Jazz Suite di Dimitri
Shostakovitch
- b, La Valse, di Maurice Ravel
- c, Due Movimenti, dalla Nona Sinfonia di Gustav Mahler, per
2 organisti
- d, Adagietto, dalla Quinta Sinfonia di Gustav Mahler
- e, The Empire strikes back, di John Williams
- f, Nuages, da Nocturnes, di Claude Debussy
- g, Peer Gynt (Suite n° 1), di Edvard Grieg
- h, Cavalcata delle Valchirie, Richard Wagner
Opus 50, Sonata, per Ottoni (quintetto) e organo
A proposito di lui:
a prodigious talent.
John Scott, Organista Titolare e Direttore della Musica in St. Pauls
Cathedral, London
which are copies transferred to an own, personell expression: so
to say a double peronality composition: genious!
Johannes Geffert, Professore presso la Musikhochschule, Köln
Mi piace molto la spontaneità e la grande varietà nella
tua musica
Jürgen Essl, già Professore presso la Musikhochschule,
Lübeck ed ora in Stuttgart.
Bei den Wuppertaler Orgeltagen sogte der Italiener Eugenio Fagiani mit
der Urauffürung einer eigenen Sonate für den ersten Höhepunkt.
Für erstes Highlight bei den Wuppertaler Orgeltagen sogte der italienische
Organist und Komponist Eugenio Fagiani in der Unterbarmer Pauluskirche. Schön
die Einleitung, die für Orgel bearbeitete Chaconne aus d-Moll-Partita
von Johann Sebastian Bach zeigte den kraftvollen Zugriff des Organisten auf
das Werk, verbunden mit interpretatorischer Kreativität und virtuoser
Spielweise.
Kreativ und virtuos zugleich, di Veronika Pantel, Westdeutsche
Zeitung, sabato, 21 settembre 2002
Monsieur Eugenio Maria Fagiani est non seulement un organiste virtuose,
mais aussi il est un compositeur de grande talent.
Marcel Bitsch, Professeur decriture honoraire au C.N.S.M., Paris
Quattro recensioni:
Pagine di Bach allorgano.
Lapplaudito recital di Eugenio M. Fagiani a San Quirino.
Udine Eugenio M. Fagiani, lombardo, 28 anni, compositore, organista,
musicologo, ha dato un saggio della sua arte in un recital dedicato a Johann
Sebastan Bach che ha tenuto con grande successo nella chiesa di S. Quirino
nellambito dellattività promossa dalla comunità
parrocchiale e da don Claudio Como, raffinato amatore di musica classica che
da anni promuove unattività culturale e artistica di primordine
in città. Fagiani, addottoratosi in musicologia a Cremona, alla scuola
di paleografia e filologia musicale e diplomatosi nel suo strumento al conservatorio
di brescia, ha condotto il pubblico presente nelle due aule, la antica e la
nuova, in cui il concerto si è svolto in due parti, cimentandosi ai
due eccellenti organi meccanici, organi costruiti dalla ditta Gustavo e Francesco
Zanin di Codroipo, distinguendosi per senso del fraseggio, gusto timbrico,
e precisione del tocco. Fagiani ha aperto la prima parte nella chiesa antica
inaugurando il suo recital con una trascinante lettura della Toccata e
fuga Bwv 538 dominandone sia il carattere brillante e idiomatico del pezzo
iniziale sia lo stile contrappuntistico imitativo del secondo con cura puntuale
del dettato e del colore, dimostrando dimestichezza con il linguaggio tutto
volto al trascendente e ricco di dottrina e fantasia del grande maestro di
Eisenach. Altrettanto centrata è risultata linterpretazione della
seconda proposta del Dies sind die heilgen zehn Gebot, grande
fantasia segnata da una grande forza lirica dovuta a un continuo
divenire espressivo, giostrata abilmente tra manuale e pedaliera. A suggelare
lintervento nella chiesa antica lorganista ha interpretato la
Passacaglia in do minore Bwv 582 dominandone bene il linguaggio tecnico-contrappuntistico
costellato di momenti densi di commozione.
Nella seconda parte, ben destreggiandosi al più complesso strumento
della chiesa nuova, con abile dosaggio di registri e colori, Fagiani ha via
via eseguito con grande presenza e stile il Preludio e fuga in si minore
Bwv 544, ben evidenziandone la chiarezza di scrittura e la bellezza tematica,
e il Vater unser Padre nostro Bwv 682 evidenziandone la
fluidità del discorso melico nelle sue cinque voci e la riccheza dellornamentazione.
A concludere in bellezza la sua serata udinese, il concertista ha proposto
il Preludio e fuga in do maggiore Bwv 547, grande composizione organistica
delletà bachiana riuscendone a trasmettere laltissima poesia
con vivo senso del fraseggio, cura della logica costruttiva nei ritmi avvincenti
e nei toni festosi. Calorosissimi i consensi al termine e fuori programma
due bis con Hamburg di Guy Bovet e con un suo lavoro caratterizzato da uno
stile idiomatico eclettico, improvvisato e dimmediata presa.
Recensione di Renato della Torre, Messaggero Veneto, 15 maggio
2000.
Organo e brio in un concerto molto gradito.
Boario di Gromo A pensarci è un po surreae, quasi paradossale.
Eppure al penultimo concerto della XVIII Rassegna organistica limpressione
è stata quella di ritrovarsi come ai concerti organistici di due secoli
fa, nel cuore dell800.
Ovviamente è solo una fantasia (difficile sapere comerano esattamente
le esecuzioni organistiche del tempo, di fronte al pubblico). Ma le emozioni
non sono state poche e il pubblico, che gremiva la suggestiva e raccolta chiesa
parrocchiale di S. Bartolomeo, con la gente assiepata anche sullaltare
(lorgano Cavalli è infatti maestosamente collocato sopra il portale
dingresso) è stato guidato in un percorso vivo e diretto, a metà
tra letteratura storica e proposte nuove, tutte contraddistinte dal pregio
di essere assolutamente comprensibili: nel senso che ritmi e melodie si percepivano
immediatamente e tessevano trame che tutto si poteva dire fuorchè astrattezze
incomprensibili ai più (alla Stockhausen o alla Boulez, per intenderci).
Merito di tutto ciò va iscritto al giovane bergamasco Eugenio Maria
Fagiani, molto attivo allestero, tra Europa e Stati Uniti (ha in calendario
concerti fino al 2003), che non senza una buona dose di azzardo e di spirito
sbarazzino ha compilato un programma segnato dal filo rosso della danza e
condito da una buona dose di ironia, ora innocente, ora anche graffiante o
sorniosamente beffarda, sempre nel segno del divertimento. A qualcuno il suo
programma sarà suonato con tratti al limite dellirriverenza,
ma sicuramente le sue tre graziose danze, con citazioni di Mozart e motivi
popolari di oggi, le colorite elaborazioni dello svizzero Guy Bovet (temi
popolari arricchiti da armonie ardite ma sempre chiare), le sue improvvisazioni
sui temi del pubblico, sempre condite da atmosfere visionarie e sonorità
baluginanti tre temi del repertorio gregoriano e poi, intrecciati,
Noi canteremo gloria a te e Fra Martino non
lasciano indifferenti e hanno il segno di una personalità artistica
originale.
Anche le pagine storiche di Pietro e Giovanni Morandi sono sembrate ricevere
una dimensione più viva e non solo archeologica. Così
è stata valorizzata in una chiave diversa la ricca e peculiare timbrica
dellorgano Cavalli, molto marcata nella sonorità nasale delle
ance e nello squillo penetrante e ben variato dei flauti.
Recensione di Bernardino Zappa, LEco di Bergamo, lunedì
21 agosto 2000.
Concerto nella chiesa Madre di Nunziata nel contesto del quarto atelier
internazionale.
Con musiche di Bach e Mozart il maestro Eugenio Maria Fagiani ha aperto il
suo concerto nella suggestiva cornice della chiesa Madre di Nunziata. Levento
musicale, inserito tra gli appuntamenti del 4° Atelier internazionale
della musica, diretto da Rosario Bella e Gianfranco Pappalardo Fiumara e patrocinato
dal Comune di Mascali, ha fatto conoscere allattento e numeroso pubblico
presente larte dellimprovvisazione su tastiera di cui uno dei
maggiori interpreti in italia è proprio il maestro Fagiani, titolare
dellorgano storico Locatelli della Prepositurale di San
Michele Arcangelo in Mapello, Bergamo. Eugenio Maria Fagiani diplomatosi presso
il conservatorio di Brescia e, successivamente, laureatosi presso la Scuola
di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona è interprete ed improvvisatore
di successo e le sue composizioni sono regolarmente eseguite in rassegne e
festivals in Italia ed allestero. Nel suo concerto di Nunziata Fagiani
ha utilizzato il monumentale organo del Settecento, restaurato di recente,
della chiesa Madre della storica frazione mascalese, offrendo, oltre al consueto
repertorio, un ottimo saggio dellarte dellimprovvisazione eseguendo
temi contemporanei, suggeriti dal pubblico, secondo i canoni e gli stili della
musica barocca.
Recensione di Mario Grasso, La Sicilia Catania, giovedì
9 gennaio 2003
Raffinate armonie con Fagiani.
Arditezza ed estro hanno segnato il concerto che il talentuoso Eugenio Maria
Fagiani ha offerto sul monumentale organo Serassi della basilica di Sant'Alessandro
in Colonna lunedì scorso, un recital organizzato dal Comitato per il
restauro dell'Ospitale della Maddalena con l'intento di sensibilizzare al
recupero della struttura adibendola ad attività socioculturali.
Patrocinata dal Comune di Bergamo l'iniziativa ha riscosso discreto successo
e soprattutto ha messo in risalto, da una parte le geniali doti interpretative
e compositive del maestro bergamasco, dall'altra le capacità sonore
di uno strumento che ha del prodigioso per qualità fonica e arguzia
ingegneristica. Intrigante e temerario il programma proposto, per lo più
improntato alla letteratura organistica del '900. La Ciaccona dalla
Partita II per violino solo di Johann Sebastian Bach nella rivisitazione per
organo di Ulisse Matthey uno dei più grandi rappresentanti della
realtà organistica italiana del '900 ha comportato una continua
trasfigurazione del tema bachiano dilatando il mistico linguaggio armonico
di base in una irrequieta ricerca sonora. Vexilla Regis Prodeunt e
Pange Lingua del contemporaneo Hakim, parafrasi tra il regale, il rocambolesco
e il mistico dei due celebri inni gregoriani alla Santa Croce e all'Eucarestia,
pur nel loro difficile linguaggio contemporaneo hanno riproposto in modo più
diretto l'anima liturgica dell'organo, quella che fa della musica di questo
strumento quasi un'emanazione del divino. La Sonata op. 32 (Tema
e variazioni, Cantabile, Passacaglia) dello stesso Fagiani ha poi messo
in risalto le geniali doti compositive del maestro bergamasco, le cui pagine
vengono regolarmente eseguite in rassegne e festival in Italia e all'estero
da prestigiosi interpreti.
Immancabile e attesissima l'improvvisazione finale sui temi proposti dal pubblico
per la quale Fagiani, brillante artigiano di quest'arte, ha forgiato una Suite
in quattro movimenti intrecciando disinvoltamente quattro temi, tra cui
uno storico riff di basso pop-rock (Money dei Pink Floyd) e il celebre
tema della Marcia turca di Mozart.
Recensione di Filippo Manini, LEco di Bergamo, giovedì
29 maggio 2003.
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