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The Church Music Association, Napoli
The Choral Scholars & Ensemble Strumentale
Stagione Concertistica 2003
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Concerto d'organo e canto


Giovedi 15 maggio 2003 ore 20,30

Christ Church - Via S. Pasquale a Chiaia, 15 - NAPOLI

Ronald Butts-Boehmer, organista

 

PROGRAMMA

Dubois: Toccata

Franck: Final

Guilmant: Sonata No. 1

Handel: Adagio

Janacek: Intrada "Messa Glagolitica"

Schumann: Skizzen No. IV

Widor: Andante sostenuto


Handel: dal "MESSIAH"

Part I
No. 2 Comfort Ye, No. 3 Every Valley, No. 5 Thus Saith the Lord, No. 6 (c) But who may Abide,
No 10 For behold, darkness, No 11 The People that walked in darkness

Part II
No 27 All they that see him, No. 29 Thy rebuke hath broken his heart, No. 30 Behold and see
No. 40 (a) Why do the Nations, No. 42 He that dwelleth in Heaven, No. 43 Thou shalt break them

Faure: Hostias & Libera me, Ave verum corpus


Leopoldo Punziano, tenore & Italo Proferisce, baritono

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RECENSIONE del CONCERTO:

<<Nella suggestiva atmosfera della chiesa anglicana Christ Church di Napoli, si è svolto il IV concerto della stagione concertistica 2003 a cura della Church Music Association.
Interpreti, l'organista americano Ronald Butts-Boehmer e due solisti della Choral Scholars: il tenore Leopoldo Punziano e il baritono Italo Proferisce.
Il concerto, in due tempi, si è aperto con l'intrada dalla Messa Glacolitica di Leos Janacek e coi Canoni N1 in do maggiore e N.4 in re bemolle maggiore di Robert Schumann, cui sono seguite sei arie recitative dal Messiah di Handel:
"Confort ye my people", "Ev'ry valley", "Thus said the Lord", "But who may abide", "For behold, darkness" e "The people that walked in darkness".
Il Finale di Cesar Franck concludeva il primo tempo e il Preludio in sol minore BuxWV 149 di Dietrich Buxthehude apriva la seconda parte.
Seguivano altre 6 arie sempre dal Messiah di Handel ("All they that see Him", "Thy rebuke hath broken his heart", "Behold and see", "Why do the nations", "He that dwelleth in heaven" e "Thou shalt break them"), la Sonata N.1 in re maggiore di Alexandre Guilmant e dal Requiem di Gabriel Faurè l'Hostias e il "Libera me".
Lunghi applausi sottolineavano la buona interpretazione dei concertisti i quali concedevano come bis l'Ave Verum sempre di Gabriel Faurè.
Il piccolo strumento Bishop ha svolto degnamente il suo compito nonostante le condizioni non proprio ottimali e l'aspetto neogotico della chiesa ha contribuito a rendere l'atmosfera vicina a quella di una chiesa nord europea.

Lo strumento utilizzato risale al 1890 (opera appunto della ditta Bishop & son di Londra), meccanico e dotato di 13 registri e circa 730 canne.
Il quadro fonico prevede al grand'organo (56 note):


Open Diapason 8'
Clarabella 8'
Dulciana 8'
Principal 4'
Lieblich Flote 4'
XV 2'

Allo Swell Organ (56 note):
Violin Diapason 8'
Lieblich gedact 8'
Geigen Principal 4'
Mixture 2 f.
Trumpet 8' (in origine un Oboe, sostituito nel 1980)

Al Pedale (30 note)
Bourdon 16
Open Diapason 16

L'esiguo numero di registri viene compensato da un'elevata pressione ai mantici (circa 80 mm in colonna d'acqua) e dalla particolare intonazione che ne rendono la sonorità a livelli abbastanza elevati.
Il Mixtur pur avendo solo 2 file dà quasi l'effetto di una mistura a più file.
La ditta costruttrice ne cura ancora la manutenzione ordinaria (circa ogni 2 anni a cura di un ex operaio della stessa ditta) anche se sarebbe necessario qualche intervento di manutenzione straordinaria.>>

Gian Marco Vitagliano

vitagmarco"AT"iol.it

 


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